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Viaggio nell’arte: Pietro Gaudenzi in mostra da Antichità Giglio

Nel cuore del nuovo anno, dal 18 gennaio, negli spazi della nostra galleria di Milano, in via Pisacane 53, ci prepariamo ad accogliere un’eccezionale esposizione dedicata alla figura del pittore genovese Pietro Gaudenzi (1880-1955). Attraverso una selezione di capolavori provenienti da affidamenti privati, la mostra, a cura di Manuel Carrera, in collaborazione con le gallerie Berardi (Roma), Enrico (Milano e Genova), indaga gli aspetti nodali della produzione del Gaudenzi, dai suoi esordi fino ai lavori più recenti.

Spesso eclissato dalle intense trasformazioni storiche, Gaudenzi si distinse per la sua evoluzione artistica che attraversò varie fasi, da una pittura figurativa vicina al materismo di Antonio Mancini, fino a un cambiamento radicale ispirato a una visione più spirituale.

Maternità tecnica mista su cartone cm 95 x 70 firmato in basso a destra “P. Gaudenzi” sul retro cartiglio “La maternità”. Premio Salsomaggiore di Pittura 1949 con titolo dell’opera

Sarà sotto la guida di Cesare Viazzie, nel 1904, a segnare l’inizio di un percorso straordinario per il pittore genovese. Grazie al premio-pensionato “Duchessa di Galliera”, Gaudenzi si trasferì a Roma, dove ebbe l’opportunità di immergersi nello studio dei maestri del Rinascimento e di entrare in contatto con importanti artisti dell’epoca, come quelli di Villa Strohl-Fern.

Durante il suo periodo romano, Gaudenzi ottenne i primi successi con alcune delle sue opere significative, tra cui “I priori” e “La Deposizione”, acquisite rispettivamente dal Comune di Roma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Tuttavia, la vita dell’artista subì una svolta drammatica con la morte prematura di Candida Toppi, la musa che aveva occupato un ruolo centrale nella sua esistenza. Questa tragedia segnò un punto di svolta nella sua produzione artistica, portandolo da una pittura figurativa materica a una visione più spirituale.

Donna con ombrellino olio su tela cm 110,5 x 77,5 firmato in basso a destra “P. Gaudenzi”

Il trasferimento a Milano segnò una fase distintiva nella carriera di Gaudenzi; è di questo periodo la produzione di ritratti che lo resero celebre nell’alta società milanese. Realista e rigorosa, la sua pittura conservò sempre un gusto per i chiaroscuri e un’atmosfera di rarefatto lirismo.

Negli anni Trenta, Pietro Gaudenzi si trasferì ad Anticoli Corrado, inaugurando una fase della sua carriera dedicata alla creazione di ritratti che rispecchiavano gli ideali prevalenti nel contesto storico del periodo. Le sue opere, che raffiguravano la donna come matrona e custode del focolare domestico, gli valsero importanti riconoscimenti durante l’era fascista, tra cui il prestigioso “Premio Mussolini” nel 1936 e la nomina ad Accademico d’Italia nel 1939. La sua carriera raggiunse l’apice con la commissione nel 1942 di un ritratto del Duce, consolidando ulteriormente la sua posizione nel panorama artistico del tempo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la figura di Pietro Gaudenzi sprofondò nell’oscurità dell’oblio, e solo di recente la sua arte e l’importanza intrinseca delle sue opere stanno riacquistando visibilità.

La mostra su Pietro Gaudenzi sarà visitabile fino al 4 febbraio 2024.

Sede mostra: Antichità Giglio, via Pisacane 53, Milano
Orari mostra: dal lunedì alla domenica 10.00 – 19.00

Immagine in anteprima: Pietro Gaudenzi, Fanciulla con fiocco, olio su tavola, cm 59 x 46,5, firmato in basso a destra “P. Gaudenzi”



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