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Sculture in marmo

Il marmo nella storia

Il marmo, una tra le pietre più antiche, è apprezzato già dall’antichità. Il suo nome significa “pietra splendente”, nome dovuto al suo aspetto lucido che lascia incantati dai greci ai romani, fino ai popoli della Mesopotamia. E’ un materiale che può avere striature di diverso colore, ogni lastra di marmo è unica grazie al suo aspetto visivo irripetibile.

Migliaia di anni fa, le civiltà dell’Antico Egitto e della Mesopotamia trovano nel marmo una pietra ideale per sostenere gli edifici, come per esempio gli enormi templi religiosi. I più importanti edifici della storia furono costruiti proprio nel marmo, basta citare il Pantheon di Roma e il Partenone di Atene.

Il marmo bianco, più raffinato e omogeneo, veniva estratto soprattutto nelle cave a Carrara, che era centro del commercio del marmo fin dal tempo dell’Impero Romano. I marmi colorati invece venivano per lo più importati dall’Egitto, dalla Tunisia e dalla Persia.

Il marmo nella scultura

Il marmo è da sempre utilizzato sia nell’edilizia ma anche nell’arredamento. Pareti in marmo, vasi, centrotavola e soprattutto sculture! Il marmo infatti è il materiale più utilizzato in scultura e molti artisti tra i quali Michelangelo, Donatello, Bernini e Canova lo hanno prescelto per le loro opere più importanti .

Rappresenta un materiale relativamente morbido e dunque semplice da lavorare. Tra i vari tipi di marmo, i più apprezzati nella scultura sono quelli bianchi, più puri e resistenti. Il marmo colorato invece è ideale per le decorazioni grazie alle varie tonalità delle venature.

Brevi cenni sulla tecnica

Il mestiere del cavatore era un lavoro rischioso, il marmo, pesante e maestoso, era molto difficile da estrarre. La pietra veniva tagliata a mano cercando di sfruttare le venature naturali, per farlo si servivano di cunei che venivano inseriti nelle fessure che si creavano. Prima di staccarsi dalla montagna la roccia veniva liberata dallo strato superficiale, inutilizzabile.

Nel Settecento veniva invece usato l’esplosivo per l’escavazione della roccia, questa tecnica prende il nome di “varata”. La varata consisteva in una tecnica molto pericolosa, cadendo ad alta velocità la roccia sollevava un grande polverone bianco.

Durante l’Ottocento per tagliare il marmo veniva utilizzato il filo elicoidale, una fune di fili d’acciaio. Oggi l’estrazione consiste in un procedimento meno pericoloso e faticoso grazie all’uso del filo diamantato, che taglia i blocchi ad una velocità impossibile da eguagliare con altri materiali.

Vendita e acquisto di sculture in marmo

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