Navigazione Principale

La scrivania come testimone del tempo

La scrivania, così come la concepiamo oggi, fa la sua comparsa agli inizi del XVIII secolo, anche se alcuni reperti storico-archeologici documentano la presenza di supporti già all’epoca degli antichi egizi, che li usavano come piano di appoggio per scrivere sui papiri. Inizialmente era concepita come un semplice tavolo per la scrittura che, nel corso degli anni, vedrà l’aggiunta di cassetti e scomparti per organizzare oggetti, cancelleria e documenti, e anche i propri segreti.

Sono diverse le varianti di scrivania documentate dal XIV secolo in poi, visibili negli affreschi della chiesa superiore di Assisi ad esempio, e in opere di artisti come Sandro Botticelli e Antonello da Messina. Talvolta, assumeva l’aspetto di un leggio piuttosto che di un mobile per scrivere, adoperato come supporto per libri e manoscritti. Per questo si presentava come un mobile di piccole dimensioni, che poteva essere spostato a seconda delle necessità.

Nel corso dei secoli la scrivania si evolverà nella forma e nelle funzionalità, per adattarsi alle esigenze nascenti. Spesso veniva collocata nello studiolo, nei saloni o in un angolo luminoso della casa, adibito allo studio, alla lettura e allo svago; poteva presentare un piano inclinato e essere dotata di un’anta ribaltabile, chiamata appunto “ribalta”, la quale, girando su dei perni, poteva essere abbassata o sollevata, trasformandosi in un piano d’appoggio su cui poter scrivere.

Se in principio era considerata un bene di lusso per pochi (poiché erano davvero poche le persone che sapevano leggere e scrivere, e che potevano acquistare libri), e di appannaggio esclusivamente maschile, nel corso dell’Ottocento, complice la Rivoluzione Industriale (1760-1840), la scrivania si diffonderà tra la popolazione della classe media, diventando un elemento comune della quotidianità.

Scrivania da centro, Lombardia, XVIII secolo. Lastronata in noce e radica di noce

 

In quell’epoca, i produttori di mobili iniziarono a progettare la scrivania in una varietà di modi affascinanti: le scrivanie iniziano ed essere corredate di gambe e di bordi finemente intagliati, e ad arricchirsi di intarsi, decori floreali, inserti in bronzo, porcellana e madreperla. Il piano d’appoggio in legno poteva essere impiallacciato oppure essere rivestito in cuoio, per consentire una scrittura più fluente. Alcuni esemplari potevano essere dotati di supporti per le candele, per permettere che il piano di lavoro fosse sempre illuminato.

Le scrivanie risalenti al XVIII e XIX secolo, in particolare quelle prodotte in Francia durante epoca napoleonica, rappresentavano un vero e proprio trionfo di sobrietà e di design, consolidandosi come autorevoli capolavori nel campo degli scrittoi.

Tra i modelli più pregiati ci sono il Bureau Plat, una scrivania piatta con gambe a forma di colonne o zampe di leone, spesso realizzata in legni pregiati come il mogano; il Bureau à Cylindre, caratterizzato da un cilindro mobile che fungeva da copertura per la scrivania, offrendo una soluzione elegante per proteggere la privacy e la sicurezza dei documenti; il Bureau Mazarin, un modello di scrivania con gambe a X, ispirata al design del XVII secolo, spesso realizzata con intarsi e decorazioni elaborate; il Secrétaire à Abattant, una scrivania dal design funzionale, dotata di un piano ribaltabile che fungeva da scrivania estraibile; il Secrétaire en Armoire, una scrivania incorporata in un mobile più ampio a forma di armadio, con ante che potevano essere chiuse per nascondere la scrivania quando non utilizzata; la Scrivania con decoro alla Boulle (da André-Charles Boulle, un ebanista e artigiano francese attivo in Francia nel XVII secolo), dotata di decorati con intarsi elaborati realizzati in ottone dorato e tartaruga, a disegnare arabeschi, foglie d’acanto e figure mitologiche; lo Scrittoio Tambour, un tipo di scrivania caratterizzata dall’uso di un particolare meccanismo di apertura e chiusura delle ante, noto come “tamburo” o “tambour”.

Scrivania da centro, Roma, inizi del XVIII secolo, lastronata in noce

 

Nel corso dell’Ottocento, anche in Inghilterra iniziano a diffondersi dei modelli scrivania che destinati a fare la storia dell’arredamento inglese e mondiale, come la scrivania in stile Chippendale, realizzata in legni di alta qualità come mogano, ciliegio o quercia, e spesso arricchita dalla presenza di intarsi decorativi ispirati a stili come il rococò e il gotico, che andava a conferire un design ricco e ornamentale. Non era raro che le forme comuni di questi modelli di scrivania includessero gambe a zampa di leone o gambe a griffe.

In questo periodo guadagna notorietà anche la scrivania per Partners, un imponente scrittoio ideato nel Regno Unito, pensato per l’utilizzo simultaneo da parte di due individui collaboranti; poteva essere costruito con legni pregiati come mogano, quercia o noce.

La diffusione delle scrivanie offre un affascinante mezzo per tracciare l’evoluzione delle dinamiche lavorative e dei ruoli all’interno della società. Durante il XIX secolo, si diffusero i primi prototipi di scrivanie moderne: ci riferiamo alle Scrivanie a piedistallo o Partners Desk, un imponente modello di scrivania progettato per agevolare la collaborazione di due utenti. Originaria del Regno Unito, questa scrivania poteva essere realizzata con legni pregiati quali mogano, quercia o noce ed essere dotata di un cassetto centrale sotto il piano di appoggio, ideale per conservare documenti o la cancelleria. Oltre a garantire praticità, la Partners Desk consentiva a ciascun socio o collega di mantenere sotto osservazione l’altro.

Verso la fine dell’Ottocento, si assiste a una crescente presenza delle scrivanie anche all’interno delle scuole: è di questo periodo la diffusione dei banchi scolastici monoblocco, brevettati da Anna Breadin, caratterizzati da una sezione di tavolo fissata di fronte a un sedile e a uno schienale in legno. Prima di questa invenzione, la consuetudine vedeva la maggioranza degli studenti americani seduti su sedie o lunghe panche attorno a lunghi tavoli.

Nei primi anni del Novecento, si registra un significativo aumento nella produzione delle scrivanie, trainato dalla crescente diffusione del lavoro d’ufficio. Nascono così le prime scrivanie in acciaio, appositamente progettate per sopportare il peso e le sollecitazioni generate dalle macchine da scrivere, che daranno origine in seguito alle “scrivanie per macchine da scrivere“: delle piattaforme, spesso dotate di ruote e di superfici espandibili grazie a pannelli laterali, costruite a un’altezza tale da rendere la digitazione più agevole e confortevole rispetto all’utilizzo di una scrivania tradizionale.

Durante l’era dell’Art Déco, le scrivanie adottano un design minimale ed essenziale per rispecchiare le tendenze del periodo. Si manifestano in una diversità di materiali, inclusi metallo e lacca, con rifiniture arricchite da materiali moderni come bachelite e cromo.

La popolarità delle scrivanie ha registrato una notevole impennata dopo la Seconda Guerra Mondiale, a causa dell’aumentare del lavoro d’ufficio e della conseguente crescente richiesta di spazi di lavoro negli uffici. I maestri del design della metà del Novecento hanno portato la scrivania a diverse e audaci altezze, plasmandola con forme curve e proponendo design che spaziavano da quelli naturali all’ispirazione tratta dalla rivoluzione industriale.

La scrivania non è solo un mobile, ma una testimonianza viva del tempo che fu. Attraverso i secoli, ha accompagnato scrittori, artisti, e menti creative, diventando parte integrante delle nostre narrazioni storiche. Esplorare il mondo delle scrivanie d’epoca è un modo affascinante per connettersi con il passato e apprezzare l’arte e l’artigianato che resistono al trascorrere del tempo. Investire in una scrivania antica significa non solo possedere un pezzo di storia, ma anche contribuire a preservare e celebrare l’eredità culturale che ci è stata tramandata fino ad oggi.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *