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La luce d’argento delle lucerne

Le lucerne da sempre

Le lucerne vantano un’antica tradizione, basti pensare che già Omero ne ricorda l’uso nell’Odissea. Si tratta di una lampada ad olio con un contenitore per l’olio e uno o più beccucci per lo stoppino. Nel corso dei secoli ha assunto le forme più diverse, con anse, con beccucci più o meno allungati, fori per l’aerazione, con recipienti più o meno coperti. Anche i materiali furono diversi: argilla, bronzo, pietra, vetro, argento e persino oro.

Una riscoperta nel periodo neoclassico

Le lucerne più ricercate oggi dal collezionismo d’antiquariato sono le lucerne neoclassiche. Il periodo storico che riportò in auge l’antichità classica rinnovò l’uso delle lucerne. Artisti e grandi argentieri del tempo si cimentarono nel disegno e nella modellatura di veri capolavori con forme e decori ripresi dall’antichità classica .

Le forme dal mondo classico

Dalle forme più semplici con alto fusto liscio o a colonna ornati da greche o corone di foglie ai fusti più elaborati. Le più ricercate sono vere e proprie sculture. I fusti sono modellati come Mercurio, Bacco, cariatidi, ancelle e poi schiavi egizi, vittorie alate che reggono il contenitore.

L’importanza dei particolari

Le lucerne sono accompagnate dagli accessori per il funzionamento e lo spegnimento e sono appesi a catenelle. Per il collezionista è importante che siamo completi e che presentino i medesimi punzoni dell’argento della lucerna. Gli accessori sono: pinza, spegni fiamma, forbici e ventolina.

Il primato dello Stato Pontificio

La produzione di queste lampade si ebbe soprattutto nello Stato Pontificio anche se interessò in misura minore Napoli, Milano, Genova e il Veneto. Gli argentieri romani più noti che si adoperarono nella ideazione e fabbricazione di lucerne sono da considerare veri artisti. Primi tra tutti i celebri Valadier e poi Vincenzo Belli, Filippo Pacetti, Pietro Paolo Spagna, Vincenzo Bugarini.



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