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Il comò: evoluzione di un mobile senza tempo

Il comò è molto più di un semplice mobile; è una vera e propria icona dell’arredamento capace di resistere alle mode e di rimanere sempre attuale nel panorama del design d’interni, grazie alla sua intramontabile eleganza e funzionalità. 

Le origini del comò

Le origini del comò risalgono al XV secolo, quando iniziarono ad apparire i primi esemplari in Europa. Inizialmente, il comò era un mobile contenitore di forma rettangolare, utilizzato principalmente per conservare abiti e biancheria intima, riflettendo la necessità di soluzioni pratiche e funzionali nella vita quotidiana. 

Come suggerito dal suo nome in francese, “commode”, il comò è stato concepito per offrire comodità, in un’epoca in cui la vita era meno stabile di quella attuale e gli spostamenti erano frequenti. Più funzionale della cassapanca e meno ingombrante di un armadio, il comò risultava ideale per essere spostato con facilità e per integrarsi a qualsiasi ambiente senza compromettere lo stile dell’arredamento circostante.

Nel corso del Seicento-Settecento, con il perfezionamento delle tecniche di falegnameria, il comò divenne un elemento d’arredo più intimo e grazioso; iniziarono a comparire i primi cassetti in legno massello nella parte inferiore del mobile, le forme cominciarono a snellirsi e ad arricchirsi di intagli decorativi e lavorazioni artigianali, contribuendo ad arricchire il suo valore estetico.

Solitamente collocato nella camera da letto, il comò trovava spesso la sua collocazione accanto a due comodini che ne rispecchiavano lo stile. 

Nel corso dei secoli, il comò ha subito diverse trasformazioni, sia stilistiche che funzionali. Nel periodo Barocco, il comò divenne più maestoso e decorato, arricchito da specchi e dettagli dorati. Nel Neoclassicismo, invece, il comò si semplificò nelle forme, richiamando gli stilemi dell’antichità classica.

Infine, nel XIX secolo, con il movimento dell’Art Nouveau, il comò si trasformò ancora una volta, abbracciando linee fluide e organiche e privilegiando l’uso di materiali come il legno curvato e le decorazioni ispirate alla natura.

Commode intarsiata e decorata con bronzi dorati, Francia, XIX secolo

Canterano, Commode, Cassettone e Comò: differenze e caratteristiche

Quando parliamo di canterano, commode, cassettone e comò, facciamo spesso riferimento alla stessa tipologia di mobile: un contenitore con cassetti per riporre oggetti e indumenti personali. Tuttavia, queste denominazioni possono indicare differenti tipologie di mobile con caratteristiche e stili distinti.  

Canterano: Il canterano è l’antesignano dei cassettoni moderni. Tradizionalmente, il canterano è un mobile di grandi dimensioni con cassetti profondi, spesso utilizzato per conservare oggetti voluminosi come coperte e indumenti pesanti. Si caratterizza la sua struttura massiccia e robusta, che ne enfatizza la solidità e la durabilità nel tempo. La struttura tipica del canterano è a quattro cassetti piuttosto ampi; in alcuni casi, il primo cassetto può nascondere al suo interno un insieme di cassettini e scomparti segreti, aggiungendo un tocco di mistero e versatilità al mobile.

Commode: La commode è l’evoluzione del canterano. Di origine francese e associata alla corte di Re Luigi XIV (nel tardo Seicento), questo mobile si distingue per la sua struttura leggera e aggraziata. Con due o tre cassetti ampi quanto la larghezza del mobile stesso, spesso arricchita da un piano superiore in marmo e dettagli decorativi in bronzo dorato, la commode incarna l’eleganza e la funzionalità dell’arredamento d’epoca barocca.

Cassettone: Il cassettone è l’omologo italiano della commode francese. Si tratta di un mobile più ampio e alto rispetto al comò, dotato di cassetti più grandi e profondi. Tipicamente utilizzato nelle camere da letto per riporre abiti e biancheria, il cassettone si distingue per le sue gambe alte, che rispecchiano lo stile dell’epoca. Le gambe possono assumere forme diverse, come il “capriolo” per lo stile Luigi XV o il tronco di piramide per lo stile Luigi XVI. La forma e il decoro del cassettone sono spesso influenzati dalla diversità culturale e regionale italiana, riflettendo le tradizioni e i gusti distintivi di ogni luogo.

Comò: Il comò è un mobile dalla forma relativamente semplice. Sebbene conservi la disposizione tradizionale di quattro cassetti, si presenta in dimensioni più ridotte rispetto ai canterani, con gambe corte e talvolta tornite a forma di cipolla. Grazie alle sue dimensioni più contenute rispetto ai canterani, il comò si adatta facilmente a spazi più limitati. È l’ideale per organizzare e archiviare piccoli oggetti e accessori, rendendolo una scelta versatile per varie stanze della casa. Nella seconda metà del XIX secolo, diventa sempre più un prodotto industriale, fabbricato in serie per soddisfare la domanda crescente di mobili da parte di una borghesia sempre più numerosa e sofisticata. 

Cassettone in noce, Lombardia, inizi del XVIII secolo

Il comò piemontese

Il comò piemontese è un’icona dell’artigianato della regione. Originariamente diffuso nel tra il XVII e il XVIII secolo, uno dei tratti distintivi del comò piemontese è la sua struttura robusta e resistente, realizzata con legni pregiati come noce, ciliegio o castagno. Il suo stile si caratterizza per l’eleganza sobria e le decorazioni curate, arricchite talvolta da inserti di radica, che conferiscono un tocco di raffinatezza senza eccessi ornamentali. La vicinanza geografica con la Francia, ha influenzato lo stile del mobile piemontese nel Settecento, quando si diffuse la figura del “minusiere”, un falegname di fino, che si contraddistingueva dal “semplici” carpentiere. 

Ancora oggi il comò piemontese continua ad essere apprezzato per la sua pregevole fattura artigianale. 

Il comò lombardo

I comò lombardi presentano una struttura più severa e austera, con qualche accenno di movimento concentrato nella parte frontale del mobile. La decorazione spesso si basa sulla bellezza naturale del legno oppure su lastronature in radica, impreziosite da cornici scure e sofisticati intarsi. In linea con la tradizione del mobile del XVI secolo, è comune trovare elementi come lesene con putti alati o piedi a forma di ferro di cavallo, insieme a intarsi particolari come quello noto a Milano come “pelle di rapa“. L’intarsio a “pelle di rapa” utilizza legni vivaci e luminosi per creare forme rococò dalle linee fluide e dai colori variegati, incorniciate da dettagli frastagliati e ornamenti avvolgenti.

Cassettone, Lombardia, metà del XVIII secolo lastronato in radica

Il comò ligure  

Per secoli, Genova è stata una città aristocratica e un importante centro del commercio marittimo, con una ricchezza che si rifletteva nella produzione di manufatti artigianali di alto livello, senza eguali in Europa. L’antiquariato ligure si distingue per i suoi mobili dalle forme sinuose, spesso dipinti con vivaci colori e decorazioni raffinate, che mostrano influenze soprattutto veneziane e della vicina Francia. I mobili genovesi erano noti per la loro leggerezza e freschezza, dipinti con colori tenui e decorati con motivi floreali, uccelli e insetti. Costruiti principalmente con legni locali come noce, castagno e ciliegio, i comò liguri si distinguono per la loro versatilità.

Durante il Seicento, la struttura dei mobili liguri subì gradualmente una trasformazione, passando da linee rigide e monumentali a forme più morbide e snelle. I fianchi si curvarono armoniosamente, i contorni divennero più frastagliati, le gambe si allungarono e assottigliarono in forme a S, mentre i cassetti si fusero con il mobile stesso, senza divisioni nette.

Il comò veneto

Nella Repubblica Veneta si diffuse la moda della “lacca o arte povera”: una particolare decorazione sviluppato per soddisfare la crescente domanda di oggetti laccati in un contesto in cui mancava personale esperto nell’arte della laccatura. Questa tecnica innovativa si basava sulla sostituzione del tradizionale disegno dipinto e laccato con ritagli di calcografie e xilografie, sia a colori che in bianco e nero, successivamente colorati dai decoratori. Attraverso questa pratica, gli ebanisti veneziani riuscirono a ottenere colori brillanti che li resero celebri in tutto il mondo.

Il comò in stile veneziano, esempi caratteristici di questa tendenza, presentavano spesso motivi floreali e volute à rocailles, solitamente colorati con tinte pastello e adornati da decorazioni dorati in contrasto.

Cassettone, Napoli, metà del XVIII secolo, lastronato in bois de rose

Il comò napoletano

I mobili napoletani presentano forme sinuose e le dimensioni generose. Per un lungo periodo, lo stile predominante sarà quello Luigi XVI, caratterizzato da un design sobrio e pulito. Le suggestioni classiche sono visibili sia nelle forme dei mobili che nelle decorazioni elaborate, che includono incastonature geometriche in bronzo dorato, intarsi e sculture floreali, ghirlande, chimere e figure mitologiche, tutte realizzate con un’elevata maestria artigianale e un gusto raffinato.



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