Giuseppe Gaetano De Nittis nacque a Barletta nel 1846.
A soli quindici anni, contro il volere della famiglia, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ma il suo temperamento indipendente e insofferente alle regole accademiche lo portò a trascurare gli studi ufficiali, fino all’espulsione per indisciplina nel 1863.
Iniziò quindi a lavorare autonomamente insieme ad altri giovani pittori, tra cui Federico Rossano e Marco De Gregorio, dedicandosi alla pittura “en plein air” nei dintorni di Portici. Qui sviluppò una sensibilità per il paesaggio e la luce che rimarrà centrale nella sua produzione.
Nel 1864 fu notato da Adriano Cecioni e, l’anno successivo, contribuì alla fondazione della cosiddetta Scuola di Resìna, un gruppo pittorico legato a un realismo moderno e attento alla resa immediata della natura.
Durante il soggiorno a Firenze nel 1866 entrò in contatto, invece, con i Macchiaioli, condividendone l’interesse per la luce, il colore e la pittura “a macchia”.
Dopo aver viaggiato in diverse città italiane, nel 1867 si trasferì a Parigi, dove trovò il contesto ideale per sviluppare pienamente la propria arte. Qui frequentò artisti come Édouard Manet e Edgar Degas, che ne apprezzarono il talento.
Il momento culminante della sua carriera arrivò con la partecipazione alla prima mostra impressionista del 1874, considerata l’atto di nascita dell’Impressionismo. L’esposizione si tenne nello studio del fotografo Nadar e De Nittis fu l’unico italiano presente.
Qualche anno più tardi, all’Esposizione Universale di Parigi, ottenne un grande riconoscimento: fu insignito della Legion d’onore e il dipinto “Le rovine delle Tuileries” venne acquistato dallo Stato francese per il Museo del Lussemburgo.

Artista di straordinaria sensibilità moderna, De Nittis seppe raccontare la trasformazione urbana e sociale delle grandi capitali europee, in particolare Parigi e Londra, mantenendo però sempre viva la pratica della pittura “en plein air”.
Insieme a Giovanni Boldini è considerato uno dei più importanti pittori italiani attivi a Parigi nel secondo Ottocento.
Lo stile di Giuseppe De Nittis
Lo stile di Giuseppe De Nittis si colloca al crocevia tra il realismo italiano, l’esperienza dei Macchiaioli e l’Impressionismo francese.
Dalla Scuola di Resìna e dai Macchiaioli derivò l’attenzione alla resa immediata della luce e del colore attraverso macchie cromatiche e contrasti tonali. Tuttavia, rispetto ai Macchiaioli, De Nittis sviluppò una maggiore raffinatezza tecnica e una sensibilità più urbana e cosmopolita.
A Parigi entrò in contatto con gli Impressionisti, condividendo con loro:
- l’interesse per la rappresentazione della vita moderna
- gli effetti atmosferici e luministici
- la pittura dal vero
Tuttavia, non aderì mai completamente ai principi più radicali dell’Impressionismo. Il suo stile rimase più equilibrato e controllato, con una cura del disegno e della composizione che lo avvicina anche alla tradizione accademica.
Un elemento distintivo della sua pittura è l’attenzione alla modernità: boulevard parigini, scene urbane, corse ippiche, vedute londinesi immerse nella nebbia. Inoltre, fu influenzato dalla fotografia e dalle stampe giapponesi, che contribuirono a definire inquadrature innovative e tagli compositivi audaci.
Opere di Giuseppe De Nittis
Tra le opere di Giuseppe De Nittis più significative, si ricordano:
- “Westminster” (1878 ca.): serie di vedute londinesi caratterizzate da atmosfere nebbiose e poetiche.

- “Colazione in giardino”: scena elegante e intima, che riflette la vita borghese contemporanea.

- “La strada da Napoli a Brindisi”: esempio della fase giovanile legata al paesaggio italiano.

- “Il Vesuvio” (1872): testimonianza del suo interesse per i paesaggi meridionali e vulcanici.

Queste opere evidenziano la duplice anima dell’artista: da un lato il paesaggista legato alla natura, dall’altro il raffinato interprete della vita moderna europea.
Valutazione opere Giuseppe De Nittis
Le opere di Giuseppe De Nittis sono oggi molto apprezzate dal mercato internazionale, con quotazioni che variano sensibilmente in base a tecnica, periodo e soggetto. I dipinti francesi di Giuseppe De Nittis e quelli londinesi risultano generalmente i più richiesti, soprattutto quelli legati alla vita moderna e alle vedute urbane.
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