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Giovanni Boldini

La giovinezza di Boldini

Giovanni Boldini nasce a Ferrara nel 1842 da madre ferrarese e padre di Spoleto. E’ stato uno degli interpreti più sensibili del fascino della Belle Epoque. Egli mostra fin da subito una predisposizione naturale per l’arte, prima ancora di imparare a scrivere riempie di schizzi e disegni i suoi quaderni.

La figura del padre fu fondamentale per la sua preparazione pittorica. Boldini infatti inizia a dipingere sotto la guida del padre Antonio, pittore e restauratore, mettendo in luce fin da subito le sue capacità.

Boldini si specializza nella riproduzione di alcuni dipinti di Raffaello e a soli sedici anni perfeziona la sua tecnica frequentando i corsi di pittura di Girolamo Domenichini. Già nel 1860 esegue ritratti per la borghesia della sua città.

Nel 1862 si trasferisce a Firenze iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti. In questa città stringe amicizia con Gordigiani, Signorini e Banti che incontra al famoso Caffè Michelangiolo. Il pittore Ferrarese frequenta sempre più assiduamente l’ambiente borghese ed internazionale di Firenze.

Gli spostamenti in Europa: Parigi e Londra

Il 1687 si rivela un anno fondamentale per Giovanni Boldini, infatti si trasferisce a Parigi per visitare l’Exposition Universelle. La città francese rappresenta per il pittore la possibilità di successo e di riconoscimenti. A Parigi ha infatti occasione di incontrare pittori del calibro di Edouard Manet, Alfred Sisley ed Edgar Degas.

Parigi in quegli anni si era trasformata in una vera e propria città cosmopolita. Boldini si sente quindi accolto in una atmosfera libera e moderna in cui poteva finalmente dare libero sfogo al suo carattere dinamico ed eclettico.

Boldini visita anche Londra, dove dipinge in uno studio attrezzatissimo del centro città, zona frequentata dagli aristocratici inglesi. L’esperienza londinese, seppur durata un solo anno, permetterà a Boldini di entrare nei salotti europei e diventare uno dei ritrattisti più richiesti.

L’anno seguente il pittore torna a Firenze, tuttavia il suo soggiorno in terra italiana dura ben poco. Boldini è consapevole che l’adesione al movimento dei macchiaioli avrebbe inibito i suoi slanci creativi. Dunque nel 1872 si trasferisce definitivamente a Parigi e rimarrà fino alla sua morte.

I ritratti di Boldini

Boldini è noto soprattutto per i suoi famosi ritratti caratterizzati da uno stile elegante e pennellate delicate. Le donne di Boldini sono eleganti, estremamente belle e vanitose. Con i suoi ritratti ha reso immortali le donne più in voga della Parigi e dell’Italia di fine Ottocento.

Il suo ritratto più famoso è quello di Luisa Casati Stampa, dipinto nel 1908. Il dipinto incarna l’impeccabile eleganza della marchesa ed interpreta alla perfezione la mondanità tipica della Belle Epoque.

Il pittore ferrarese non ritrae solamente donne, ma anche passanti di strada, avventori dei caffè e celebrità, come per esempio il celebre compositore Giuseppe Verdi, dipinto nel 1886.

Giovanni Boldini
(Ferrara 1842 – Parigi 1931)
 
Lina in strada con il cane e un’amica
Olio su tela, cm 36×32
 

La sua eredità

E’ difficile ascrivere Boldini in una specifica corrente artistica. Egli infatti è un pittore estremamente eclettico, versatile e creativo. La sua produzione artistica sboccia con i macchiaioli, trionfa con l’impressionismo e lo stile simbolista e si conclude nel periodo in cui in Italia padroneggiavano le avanguardie storiche.

Con l’avvento della prima guerra mondiale l’attività di Boldini diventa meno intensa, anche a causa di un brusca abbassamento della vista. Tuttavia nel 1919 egli viene celebrato con il titolo della Légion d’honneur e di grande ufficiale della Corona d’Italia.

Boldini venne velocemente dimenticato subito dopo la sua morte, ma ben presto riscoperto negli anni Settanta, quando divenne ispirazione per gli artisti futuristi grazie alla sua pennellata sintetica e veloce.



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