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Gaetano Pesce: un viaggio nell’arte e nel design postmoderno

La figura di Gaetano Pesce è un intrigante mosaico di creatività, colore, autoironia e impegno politico. Se parli di Gaetano Pesce, la mente si riempie immediatamente di immagini iconiche, che incarnano la sua estetica distintiva: un mondo di forme jelly, caratterizzate da un’apparente fluidità, leggermente ibrida, pronta a sfidare le norme e le convenzioni

Le resine colorate, gli elastomeri gelatinosi e le schiume poliuretaniche, con la loro vivace gamma di sfumature sono gli strumenti magici attraverso i quali Gaetano Pesce dà vita alla sua visione creativa. Materiali che possono sembrare insoliti per il design tradizionale, ma che diventano nelle mani di Pesce gli ingredienti chiave per la creazione dei suoi progetti, a metà tra arte e design. Materiali che Pesce stesso definisce come portatori di una “femminilità intrinseca”, e la condizione femminile è uno dei temi predominanti delle sue opere.

Spezzino classe 1939, Gaetano Pesce è uno dei più noti rappresentanti del movimento del design radicale. Dopo aver studiato architettura all’Università di Venezia, frequenta l’Istituto di Design Industriale, per poi trasferirsi a Padova per aprire il suo primo studio con Milena Vettore. Negli anni Cinquanta scrive un manifesto in difesa del “diritto all’incoerenza” nell’arte, sottolineando l’importanza di essere liberi, di abbracciare la contraddizione e la trasgressione delle convinzioni; tutti dettami che diventano effettivamente il cardine della sua esistenza e della sua pratica artistica.

Vive un po’ a Londra, un po’ Helsinki e un po’ a Parigi, ma alla fine fa di New York la sua dimora principale, dove si trasferisce nel 1980. Qui, nel Brooklyn Navy Yard apre il suo laboratorio, che continua a essere ancora oggi il suo focolaio di ricerca e creatività.

La sua carriera è un ininterrotto viaggio tra architettura, design e arte, con una nota distintiva di denuncia sociale. I suoi progetti non si limitano a essere semplici espressioni creative, ma veicoli di profonde riflessioni sulla società e sull’individualità, spesso accompagnate da un tocco di autoironia, un elemento che mostra la sua capacità di vedere il mondo con occhi critici e intelligenti. Il “femminino”, in particolare, è un tema ricorrente nei suoi progetti, che esplorano la complessità e la forza della femminilità in modi audaci e sorprendenti.

Le opere più famose di Gaetano Pesce

La costante ricerca nel campo di materiali all’avanguardia, linguaggi e tecnologie di Pesce si è tradotta nel tempo in opere iconiche e irripetibili. Una delle più celebri è la “Serie Up” prodotta dal 1969 al 1973 per B&B Italia, una collezione di sedie e divani realizzati in poliuretano espanso, caratterizzati da forme sinuose e avvolgenti, che rimandano alla biologia.

La UP5, la celebre poltrona con pouf conosciuta come “La Mamma” risalente agli anni Sessanta, s’ispira appunto alle forme femminili. Questo rivoluzionario pezzo di design rappresenta un ampio grembo materno, che evoca le statue votive delle antiche dee della fertilità. Tuttavia, presenta un elemento distintivo: una sfera integrata nel corpo della poltrona che funge da pouf, simboleggiando la sensazione di prigionia, come se fosse la palla al piede di una donna, vittima di pregiudizi, regressione e violenza.

Poltrona UP, per B&B Italia. Ph. courtesy B&B Italia

La UP5 è stato il primo pezzo di design portatore di un significato politico forte, ovvero la denuncia delle condizioni delle donne in tutto il mondo. La UP5_6 conquistò anche Salvador Dalì, che la scelse per posare per un servizio fotografico.

Un altro progetto iconico della produzione di design di Gaetano Pesce è il divano “Tramonto a New York,” ideato nel 1980 (e recentemente riproposto da Cassina in edizione limitata), cattura l’essenza dei grattacieli di Manhattan in un’elegante tonalità di grigio e chiaro, consentendo di configurarlo secondo il proprio gusto. Sullo sfondo, spicca un sole al tramonto.

Divano “Tramonto a New York”, Gaetano Pesce per Cassina. Ph. courtesy Cassina

È degli anni Settanta la partnership con BracciodiFerro, società del gruppo Cassina, con cui dà vita a “Moloch“: si tratta di una lampada da tavolo classica, la Naska Loris, rivisitata da Pesce e ingrandita ben quattro volte le dimensioni originali. Il risultato è un oggetto di design che, pur mantenendo la forma originale, assume una dimensione e una presenza che ne fanno un’icona ironica e emblematica del design contemporaneo.

Agli anni 2000 risalgono la collezione di sedie “Nobody’ s Perfect“, create utilizzando resine elastiche di poliuretano e la poltrona “Feltri“, quest’ultima interamente realizzata in feltro di lana spesso.

Tra le opere di Gaetano Pesce che coniugano maggiormente la dimensione politica e quella poetica, troviamo “Sessantuna“, uno straordinario lavoro commissionato da Cassina in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che comprende sessantuno tavoli – un riferimento diretto al 1861, l’anno in cui fu proclamata l’Unità d’Italia -, che se disposti uno accanto all’altro, ricostruiscono con minuzia di particolari il nostro stivale.

Sedia Nobody’s perfect, Gaetano Pesce

Oltre al design, Gaetano Pesce ha lasciato un’impronta significativa anche nell’ambito dell’architettura: una delle sue opere più rappresentative, è senza dubbio l’Organic Building, costruito tra il 1989 e il 1993 a Osaka, in Giappone: un edificio che si estende su nove piani, caratterizzati da pannelli di cemento rivestiti da acciaio rosso e da una serie di “contenitori” in fibra di vetro, per oltre 80 varietà di piante autoctone, gran parte delle quali sono pianti di bambù. Organic Building è un’opera pionieristica, che ha anticipato di molto il movimento dell’architettura eco-compatibile moderno.

L’eredità di Gaetano Pesce

Le creazioni di Gaetano Pesce hanno trovato una dimora permanente in alcune delle collezioni museali più prestigiose del mondo, come il MoMA (Museum of Modern Art) e il Metropolitan Museum di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Centre Georges Pompidou di Parigi. In Italia, il prestigioso Adi Design Museum Compasso D’Oro ospita una selezione delle creazioni di Gaetano Pesce, confermando il suo status di icona del design nel suo paese d’origine.

Gaetano Pesce è una delle menti più creative e iconoclaste del design contemporaneo. La sua carriera eclettica e il suo design rivoluzionario hanno contribuito in modo significativo al panorama del design italiano e internazionale. Le sue opere continuano a ispirare nuove generazioni di designer, dimostrando che la creatività non ha limiti e che il design può essere un’arte in continua evoluzione. L’eredità di Gaetano Pesce è un testimone del potere del design per trasformare il mondo che ci circonda.

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Ph. in apertura courtesy Dean Kaufman per Living



Commenti

  1. Pesce ha realizzato “a mano” dei manifesti programmatici di grandi dimensioni. Uno risale al 1980: trovo la data su uno “scampolo” di tale bellissimo
    Manifesto che taglio in modo artistico donandoli a chi in Cassina collaborò con lui (io tra questi). Mi piacerebbe tanto vederlo tutto insieme ma chissà se Gaetano stesso ne ha conservato uno!

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