Fortunato Depero è considerato come uno dei più influenti artisti del Futurismo italiano e una figura chiave dell’arte contemporanea del Novecento.
Pittore, scultore, designer, illustratore e scenografo, Depero ha saputo unire sperimentazione artistica e vita quotidiana, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte.
Nato a Fondo, in Trentino, nel 1892, avvia la sua carriera artistica negli anni Dieci del Novecento.
È in questo periodo che si trasferisce a Verona, per motivi di studio, ed entra in contatto con l’ambiente futurista: un incontro decisivo che dà origine allo sviluppo di uno stile inconfondibile, caratterizzato da colori vivaci, forme geometriche e soprattutto un forte dinamismo.
Depero e il Futurismo
Il Futurismo è stato sicuramente l’avanguardia artistica più rilevante nell’Italia del primo Novecento, reso celebre a livello internazionale da artisti come Umberto Boccioni e Filippo Tommaso Marinetti che hanno aperto la strada a un nuovo modo di concepire l’arte, la cultura e la società.
Depero rimane fin da subito affascinato da quelli che sono gli elementi chiave del pensiero futurista: l’esaltazione della velocità, del movimento e l’innovazione tecnologica. Ma il suo contributo è fondamentale soprattutto nello sviluppo del cosiddetto “Secondo Futurismo”, fase del movimento futurista in cui l’arte si fonde sempre maggiormente con la realtà quotidiana.
Nel 1915, infatti, insieme a Giacomo Balla, firma il celebre “Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo”, proponendo una nuova visione artistica basata sull’uso di materiali innovativi e sulla combinazione di tecniche fino a quel momento rimaste separate.
Le opere di Fortunato Depero
La produzione artistica di Fortunato Depero è estremamente ampia e trasversale. Dalla pittura alla scultura, dalla moda al design, non esiste ambito creativo in cui l’artista non si sia cimentato, dimostrando una versatilità rara nel panorama artistico del Novecento.
Addirittura, nel 1911, si occupò anche della progettazione di lapidi funebri, scoprendo così la sua passione per la scultura.
Ma il campo in cui Depero è sicuramente più conosciuto è quello della pittura e dell’illustrazione.
I suoi dipinti sono un riflesso dell’evoluzione futurista e un vero inno al colore e alla luce come “La Ciociara” (1919) o “Il motociclista” (1923).

I manifesti Campari di Fortunato Depero
Tra le opere più celebri di Fortunato Depero spiccano i manifesti pubblicitari Campari degli anni Trenta. In questi lavori l’artista riesce a fondere magistralmente arte e pubblicità, trasformando la comunicazione commerciale in una vera e propria forma d’arte.
I manifesti Campari di Depero sono oggi considerati capolavori del graphic design italiano, esempi emblematici del dialogo tra Futurismo, modernità e cultura popolare.
Le Bottiglie Depero
Fondamentale è anche l’attività di Depero nel campo dell’arte applicata e del design.
Sempre negli anni Trenta la Campari gli affida il progetto del packaging della bottiglia per il Campari Soda, il primo aperitivo monodose che fino a quel momento veniva solo servito nei bar.
L’artista pensò il contenitore a forma di tronco di cono, che in realtà riprendeva il calice dello stesso Bitter ma capovolto. La scelta fu quella di imprimere il marchio della ditta in rilievo sul vetro, per garantire la massima trasparenza della bevanda di colore rosso elettrico: un richiamo alla ricerca di sinestesie tanto cara alla cultura delle avanguardie novecentesche.
Il Libro Imbullonato
Nel 1927 Depero pubblica, insieme all’editore Fedele Azari, Depero Futurista, noto come il “Libro Imbullonato”. Questo volume rappresenta un autentico oggetto d’avanguardia, caratterizzato da innovazioni tipografiche, grafiche e strutturali.
Il libro anticipa concetti modernissimi di autopromozione artistica e design editoriale, confermando Depero come uno degli artisti più visionari del suo tempo.

La casa museo di Depero
Dopo la morte di Depero nel 1960, la sua arte conosce un periodo di stasi, fino alla completa rivalutazione negli anni successivi. Già nel 1957, l’artista aveva creato la sua Casa Museo: la Casa d’Arte Futurista Depero a Rovereto.
Unica nel panorama italiano come museo fondato da un futurista, oggi fa parte del Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART).
La collezione permanente comprende dipinti, oggetti di design e opere iconiche di Depero, offrendo un’esperienza immersiva nell’arte contemporanea e nella filosofia futurista.
Le opere più richieste di Fortunato Depero sul mercato
Nel mercato dell’arte, le opere di Fortunato Depero più richieste sono senza dubbio quelle legate al mondo della pubblicità, ambito in cui l’artista seppe esprimere al meglio la propria visione innovativa. In particolare, riscuotono grande interesse collezionistico gli innumerevoli schizzi, disegni a china, collage di carte colorate, studi progettuali e plastici realizzati per Campari, testimonianza concreta, come già detto, del ruolo pionieristico di Depero nel dialogo tra arte, grafica e comunicazione visiva.
Altamente apprezzati sono anche i dipinti del periodo futurista, soprattutto quelli provenienti dalla storica Casa d’Arte di Rovereto, così come i celebri arazzi futuristi di Depero. Questi ultimi, ideati e progettati dall’artista ma realizzati manualmente dalle lavoranti della Casa d’Arte, rappresentano uno degli esempi più emblematici della fusione tra arte applicata e sperimentazione futurista. Dipinti e arazzi condividono un linguaggio visivo comune, caratterizzato dall’uso della prospettiva multipla, da scorci diagonali e da piani slittanti che animano sfondi e paesaggi con un forte senso dinamico.
Di particolare rilievo sono, infine, il già citato “Libro Imbullonato” e i progetti per il Teatro Plastico di Depero: una delle esperienze più originali dell’artista. In questi progetti, i ballerini tradizionali vengono sostituiti da marionette di legno, protagoniste di movimenti rigidi e meccanici che evocano un mondo fiabesco e infantile. Lo spettacolo, andato in scena nella primavera del 1918 al Teatro dei Piccoli di Roma, era accompagnato da musiche d’avanguardia di compositori come Alfredo Casella, Gerald Tyrwhitt, Francesco Malipiero e Béla Bartók, confermando il ruolo di Depero come figura centrale non solo dell’arte futurista, ma anche del design industriale e della sperimentazione interdisciplinare.

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In anteprima: Fortunato Depero, Bitter Campari
