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La porcellana Imari dall’Oriente all’Occidente

La porcellana Imari è un tipo di porcellana prodotto inizialmente in Giappone, che si diffuse rapidamente nel resto d’Oriente e in Europa per la sua preziosità ed eleganza.

Cenni storici sulla porcellana

Prima di ogni cosa è bene ricordare che gli orientali furono produttori di porcellana ben mille anni prima degli europei.
Tutto nasce con la parola cinese kao-ling cioè “alta collina” poi francesizzata kaolin, cioè il nostro caolino. Si tratta di idrosilicato di alluminio ed è la componente principale della porcellana dura insieme al petun-tze. Entrambi, mescolati con acqua, creano un impasto che poi modellato viene messo a cuocere nel forno. A questo punto il risultato è un prodotto bianco e lucente, compatto e impermeabile cioè la porcellana dura. La parola porcellana deriva dal termine portoghese porsolana che è il nome dato alla Concha Venerea, una conchiglia dei mari orientali che, per somiglianza di lucentezza e durezza, ricorda la porcellana appunto.  

La porcellana Imari

Tra i vari tipi di porcellana prodotta in oriente un tipo molto noto venne prodotto in Giappone, ad Arita nella penisola di Hizen. Il nome del porto di Arita, punto di partenza per l’esportazione di questo prodotto verso l’Olanda, era Imari. Nasce proprio da qui il nome del tipo di decoro della porcellana che invase l’Oriente e che tanto piacque in Occidente nel Seicento e per tutto il Settecento. Il decoro Imari raffigura motivi che si ispirano a decori per tessuti in particolare nei toni del rosso sopravernice e blu sottovernice e oro. Piatti, vasi, potiches, cache-pots vengono decorati con piante, motivi floreali, vasi di fiori tra greche e riserve che spesso vi si intersecano o ancora animali fantastici, draghi e cani di Pho oppure paesaggi minimi con pagode e rocce. La porcellana Imari raggiunse grande prestigio nel Seicento anche grazie al notevole contributo dato dal ceramista Sakaida Kakiemon. Il noto decoro Kakiemon, a piccoli fiori, utilizzava colori a smalto sopravernice e fu tra le porcellane più richieste e poi imitate dalle manifatture europee del Settecento.

Diffusione

L’importazione di porcellana Imari divenne una moda e una vera gara al possesso da parte delle famiglie più prestigiose. Con queste porcellane si arrivava a decorare intere stanze “all’orientale” o angoli o consoles con grandi vasi o semplici guarniture da camino o centrotavola. A questo mercato si affiancò anche l’importante lavoro dei bronzisti poiché spesso le porcellane furono montate con anse, orli o basi in bronzo finemente cesellato e il risultato furono capolavori di raffinata eleganza.



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